Il sushi? è démodé

È un’abitudine che condividiamo con i nostri vicini d’Oltralpe, quella di mangiare bene. Prima che gli anglosassoni si scoprissero “foodies“, ossia individui genuinamente affezionati alla buona tavola e curiosi di tendenze, francesi e italiani si emozionavano davanti alle loro rispettive cucine. Se Parigi rimane per molti sinonimo di alta moda, la Ville Lumière – a difetto di avere conservato il suo titolo di capitale festaiola – non desidera abbandonare il suo penchant da buongustaia. Cercando di imporre un made in France ma senza disdegnare delle influenze esterne, la “bonne bouffe” (il “buon cibo” opposto alla “mal bouffe”, il junk food per eccellenza) è cittadina del mondo. E la capitale francese non esita a farsi conquistare dalle cucine straniere.

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